Un lavoro complesso e stimolante

Cosa significa fare il direttore sanitario di un centro tanto complesso? Il direttore sanitario di un centro così complesso deve avere una capacità organizzativa e una visione di insieme molto spiccate. Si tratta di un contesto attivo 7 giorni su 7: tutto deve funzionare bene anche quando non ci sei. È fondamentale creare un clima di rispetto nei confronti del paziente e tra i collaboratori affinché tutto sia fluido ed efficiente.

Il dott. Davide Bestetti, direttore sanitario del centro Dental Pro di Limbiate discute con noi di come gestire al meglio un centro odontoiatrico di importanti dimensioni. Far coincidere le tante necessità organizzative con la costante ricerca di miglioramento nella qualità dei servizi offerti non è una missione impossibile

Quali i principali aspetti del suo lavoro? Coordinamento e controllo del personale e delle attività che devono funzionare per garantire l’efficienza del centro, come per esempio l’approvvigionamento dei materiali, il rispetto delle norme igienico sanitarie e la relazione con i pazienti. Parliamo del suo centro: quali i numeri che esprimete in termini di pazienti? Sono il direttore sanitario del centro DentalPro di Limbiate che dalla sua apertura conta circa 19.000 pazienti assoluti, di cui attivi in un anno circa 4.000. Quale tipologia di intervento vi richiedono di più? Abbiamo clienti di tutte le fasce d’età, per questo motivo abbiamo sia una forte richiesta di terapie di ortodonzia per i più giovani che di implantologia per i pazienti senior. Parliamo ora dei professionisti che lavorano nel centro. Quanti odontoiatri vi lavorano? Tutto il centro occupa 15 dentisti (di cui 4 ortodontisti), 4 igienisti, 5 receptionist, 7 assistenti alla poltrona e 3 addetti che si occupano di gestire il piano di cura dal punto di vista amministrativo.

Quanto conta la professionalità del dentista quando parliamo di fiducia del pubblico nel centro odontoiatrico? Credo che la professionalità del dentista che lavora in un centro odontoiatrico non riguardi solo le abilità tecniche, ma anche la credibilità che si costruisce con un piano personale di sviluppo continuo delle competenze, delle capacità relazionali nei confronti di colleghi e pazienti, e la capacità di ascolto che insieme all’etica ci permettono di proporre al paziente la miglior soluzione per la sua situazione specifica. La professionalità così intesa conta moltissimo. Si legge – una recente ricerca di settore lo esprime chiaramente – che sebbene in Italia permanga una sorta di diffidenza nei confronti della odontoiatria organizzata chi ‘la prova, non la lascia più’. Lei conferma questo trend? Io posso parlare per me e per i centri che ho gestito, di cui mi sono sempre assunto le responsabilità, e vi dico che se la professionalità – nel senso che ho prima descritto – è espressa appieno, un paziente non ha motivo di andare altrove, come è successo sempre nelle mie cliniche. Cosa occorre fare per rompere definitivamente il muro della diffidenza? Credo sia importante lavorare sulla relazione con il futuro paziente, e quindi cercare sempre più di creare un rapporto diretto e disintermediato tra persone: talvolta il brand così come può essere garanzia di affidabilità è anche il primo filtro rispetto all’abitudine delle persone di rivolgersi a “dentisti di fiducia” conosciuti fino ad allora per passaparola familiare/personale/amicale. Una cosa è dire “vai dal Dott. Bestetti alla clinica DentalPro di Limbiate”, altra cosa è passare e non conoscere un contesto che si presenta oggi attraente e con un concetto innovativo, ma che deve continuare a fare cultura anche sul territorio. Si discute tanto, oggi, di tecnologia e di quanto sia importante seguirne le evoluzioni. In base alla sua esperienza quanto conta la tecnologia nei centri odontoiatrici e, soprattutto, è giusto parlare di ‘investimento’ e non di ‘costo’? Quando penso alla tecnologia legata al medicale mi metto sempre nei panni del paziente e mi dà sollievo pensare che sia disponibile per tutti, nei nostri centri, un eccellente standard di attrezzature: mi augurerei lo stesso per me e per le persone che mi stanno vicine. Non si può prescindere dalla continua ricerca e sviluppo di soluzioni che permettano migliori risultati, duraturi nel tempo, con interventi meno invasivi e dolorosi. La tecnologia è di sicuro un investimento, come la formazione del personale, ed è il costo che ci garantisce di crescere e migliorare.

La paura di molti, rispetto all’avanzare di tecnologie che ‘fanno tutto loro’ è che finiranno per sostituire la professionalità del medico. Possiamo sfatare questo ‘mito’? Il futuro del lavoro e l’automazione spaventano spesso le persone per la paura che scompaia il lavoro, cosa che di certo avverrà per i lavori ripetitivi e a scarso valore aggiunto, ma io credo fortemente che una professionalità in grado di rinnovarsi costantemente e la relazione umana nei lavori di cura non possano essere sostituiti, assolutamente. Studi dentistici tradizionali, odontoiatria organizzata, catene odontoiatriche e franchising. Come si sta delineando il futuro del settore? Non credo che una soluzione escluda l’altra, anche perché dobbiamo pensare ad un territorio molto diversificato e al fatto che non tutti i cittadini possono rivolgersi a grandi centri. Evviva il/la dentista tradizionale quando ha un bacino di pazienti che hanno bisogno di lui/lei e quando è in grado di far evolvere la sua professione come dovuto nel rispetto dei pazienti. I centri più grandi sono una nuova opportunità che permette a noi medici anche di confrontarci su un piano nazionale ed internazionale, cosa non scontata, che non fa che darci uno stimolo per guardare oltre e altrove, e non smettere mai di crescere. Al paziente permette di avere uno standard di processi certificati e di attrezzature non sempre scontate.