Un’offerta di qualità

Nel comparto si fa un gran parlare di catene odontoiatriche, ma non sempre si ha ben presente di cosa si stia parlando. Ci aiuti a fare chiarezza: cos’è un centro odontoiatrico? Un centro odontoiatrico è una struttura sanitaria privata autorizzata che opera in ambito odontoiatrico in forma di impresa. Sono le cosiddette società di capitali, tra le quali la Srl (ovvero società a responsabilità limitata) è senz’altro la più diffusa e conosciuta. Abitualmente questi gruppi odontoiatrici hanno numerosi centri con impostazione omogenea e protocolli clinici e organizzativi ben definiti. Ogni centro odontoiatrico è governato da un direttore sanitario e ovviamente vi operano solo medici odontoiatri iscritti all’Ordine. Quali differenti realtà sono presenti ad oggi nel panorama italiano? Il panorama dell’offerta odontoiatrica è radicalmente mutato negli ultimi anni ed è in continua evoluzione. Secondo una recente ricerca Key-Stone, il mercato è così segmentato: odontoiatria privata con studi tradizionali privati (monoprofessionali o associati) che rappresentano ancora poco meno del 90% del mercato, le società di capitale (circuiti di centri odontoiatrici, grandi centri privati, network di dentisti) – meno del 10%; l’odontoiatria pubblica in ospedali e ASL, poli universitari, strutture private convenzionate è intorno al 4%.

Grazie a questa intervista al presidente di ANCOD sfatiamo qualche luogo comune e facciamo chiarezza su una questione aperta (e molto dibattuta): cosa si intende per “centro odontoiatrico” e perché questo rappresenta una realtà oggi in forte crescita?

In ANCOD vi sono i cosiddetti centri low cost? Il low cost non caratterizza di per sé i centri odontoiatrici. Prezzi bassi si trovano sia in alcune catene (la minoranza) che in alcuni studi individuali, spesso in risposta al calo di attività e al turismo odontoiatrico. Si tratta di politiche di prezzo effettuate da singole strutture e non di una caratteristica del modello organizzativo. ANCOD promuove servizi odontoiatrici di alta qualità, e ciascun associato decide la propria politica di prezzi. Quali le caratteristiche dei centri che fanno capo a ANCOD? I centri odontoiatrici rappresentati da ANCOD sono caratterizzati da rigorosi controlli qualitativi, trasparenza dei costi delle cure odontoiatriche, possibilità per i pazienti di ottenere finanziamenti personalizzati, accessibilità alle cure per tutte le fasce di reddito, orari prolungati delle cliniche (in molti casi aperte 7 giorni su 7), importanti investimenti in tecnologie e macchinari avanzati, e un impegno a comunicare i servizi in modo trasparente e veritiero, non ingannevole. Queste caratteristiche sono elencate nel nostro codice di autoregolamentazione che ogni associato si è impegnato ad accettare. Perché ancora oggi c’è tanta diffidenza, anche da parte dei professionisti, rispetto ai centri odontoiatrici? Ancora oggi si pensa che i centri odontoiatrici siano ispirati a sole logiche commerciali o addirittura assurdità quali cure imposte dalla società e non decise dai medici.

È proprio il codice etico di ANCOD che chiarisce la necessaria autonomia professionale dei professionisti, all’interno di protocolli internazionali riconosciuti. Al contrario la nascita dei centri odontoiatrici ha avuto come principale pregio la creazione di maggiori opportunità per il paziente: i centri sono infatti in grado di sfruttare le economie di scala così da poter applicare tariffe più accessibili, allargando la possibilità di cure a una fascia di persone che prima doveva rinunciarvi. Le strutture rappresentate da ANCOD investono molto nella qualità, selezionano i migliori dentisti, offrono loro formazione e strumentazione moderna, cosa che molti studi privati non possono permettersi. Inoltre, il rapporto medico paziente è salvaguardato poiché il paziente è guidato da un medico di riferimento, fatto salvo le giuste specializzazioni nelle diverse discipline. La gente però si fida sempre di più. Come pensa sarà l’evoluzione del mercato nei prossimi anni? Secondo una recente indagine sviluppata da Key-Stone è probabile che in Italia l’odontoiatria di capitale raggiunga in pochi anni una quota di mercato del 20% e un 8% di copertura numerica sul territorio, ovvero un fatturato complessivo di oltre 2 miliardi in circa 2.000 cliniche. Parliamo di tecnologia: i centri hanno un potere di acquisto differente rispetto ai singoli studi dentistici. È corretto dire che questo si traduce in una maggior possibilità di aggiornare la strumentazione tecnologica? Sì, i centri odontoiatrici, essendo in grado di sfruttare economie di scala e dividere i costi fissi su fatturati maggiori, hanno più possibilità di investire su strumenti ad alta tecnologia. Quali le soluzioni tecnologiche più promettenti? La tecnologia più rilevante è a mio avviso la TAC 3D. Avere questo strumento diagnostico in sede consente, ove necessario, di effettuare tale indagine e poter offrire così un servizio integrato migliore ai pazienti. Deve sapere che se il medico ha la TAC a disposizione, può effettuare trattamenti più complessi come ad esempio l’implantologia guidata computerizzata che consente una precisione di intervento molto superiore. Anche l’uso del CAD per scannerizzare le impronte consente maggior precisione e velocità di intervento (minori visite dal dentista), e di nuovo è un miglior servizio al paziente. Questi strumenti hanno costi enormi e solo strutture di capitale possono affrontare questi investimenti serenamente. Le faccio una domanda come presidente di ANCOD: quali le iniziative ‘nella penna’? L’obiettivo di ANCOD è migliorare l’efficacia delle azioni volte alla tutela e alla salvaguardia del paziente oltre che la qualità dei servizi di prevenzione e cura. Per questo motivo si propone di continuare nella sua crescita, oltre che aumentando il numero di associati, anche attraverso lo sviluppo di collaborazioni e progetti condivisi con le istituzioni, come il Ministero della salute, gli Ordini e le associazioni di categoria. Abbiamo appena scritto al nuovo Presidente dell’Ordine nazionale per incontrarci e spiegare meglio cosa facciamo e come. Certi che una maggior conoscenza possa portare ad una collaborazione, anche utile a limitare quei comportamenti che anche noi giudichiamo scorretti e per cui l’Ordine dei Medici giustamente si batte. Attendiamo un incontro.